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A cosa serve ricordare?
A nulla, se il ricordo è un rito vuoto, se il coraggio e lo slancio del passato sono celebrati dalla vigliaccheria e dall'ipocrisia del presente. Non serve a nulla ricordare se le luci e le ombre del passato si confondono nel grigiore indistinto per assomigliare sempre di più al cemento che ci circonda. E quel grigio cemento dice che tutto è sempre uguale, che tutto sarà sempre uguale.
Ricordare serve invece se si ha il coraggio di passare per banditen, pur di non sottomettersi alle camicie e ai manganelli dietro cui si nascondo gli oppressori di sempre.
Ricordare serve per riconoscere il vecchio truccato da novità, l'inganno spacciato per soluzione.
Per riconoscere il lager travestito da centro di identificazione.
Il profitto degli industriali travestito da interesse comune.
La speculazione finanziaria spacciata per legge di natura.
Lo sfruttamento travestito da competitività e crescita.
Il razzismo travestito da sicurezza.
La riqualificazione travestita da cementificazione.
La guerra travestita da missione umanitaria.
La schiavitù imbellettata dalla comunicazione.
E di fronte a tutto questo non voltare lo sguardo, non fare finta di niente.
La resistenza per noi non è un soprammobile impolverato, non è un souvenir. E' quello scatto istintivo che ci fa volentieri rinunciare alla ipocrita tranquillità di una vita ubbidiente per una possibilità differente.
Perchè non abbiamo ancora dimenticato che il passo è più leggero sulle strade liberate.
Fronte - Retro
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