Nessuna lezione di civiltà e legalità da Lega e Pdl
Lunedì 14 Marzo 2011 11:16
Il trotaIn merito alla mancata presentazione del romanzo di CasaPound alla libreria Battei e anche ai successivi comunicati di tutto il centro-destra parmigiano vorremmo fare alcune riflessioni.
Strumentalizzare un episodio per criminalizzare un'intera battaglia, quando non un intero movimento, ci è sembrato il filo conduttore delle dichiarazioni di tutta la destra locale.
Abbiamo sostenuto fin dall'inizio la battaglia per la chiusura della sede fascista di CasaPound, e unitamente ad altri gruppi siamo riusciti a contrastare con successo le iniziative fasciste in città con ferma determinazione, raccogliendo più volte la solidarietà di tanti.
Seppur relegato a mero esercizio retorico dalle istituzioni, l'antifascismo rimane nella nostra città un sentimento ancora ben radicato nella popolazione la dimostrazione ne è stato il corteo in cui oltre mille persone hanno sfilato nel quartiere Montanara.
Ma c'è chi continua a negare questa realtà, insultando e accusando gli antifascisti di violenza, illegalità e di scarso senso della democrazia.
Prendere lezioni di questo tipo da questi partiti politici ci sembra quantomeno assurdo. Non è un esempio di civiltà e democrazia il ministro Larussa che prende per la collotta o pesta i piedi ai giornalisti che fanno domande a lui sgradite; non si può che scorgere ipocrisia nelle dichiarazioni della Lega Nord che stigmatizza la violenza ignorando volutamente i messaggi che i suoi esponenti nazionali rilasciano alla stampa o gridano nei loro comizi; non sono certo frasi equilibrate e non violente quelle di Bossi che minaccia di prendere i fucili o Borghezio che urla la sua intenzione di cacciare a calci dal nostro paese tutti i musulmani.
PDL e Lega Nord si fanno paladini della legalità, ma solo se si tratta di venditori ambulanti o di occupazioni di case, non esitano infatti a votare contro le autorizzazioni a procedere quando si tratta di politici coinvolti in casi di corruzione o collusione mafiosa. Sono gli stessi che propongono severe misure contro la prostituzione e poi invocano la libertà personale se si tratta del proprio leader.
Fatte queste considerazioni, crediamo di aver capito bene di quale legge si facciano difensori queste forze politiche, la legge del più forte.
Per questo rispediamo al mittente queste critiche, l'ennesimo tentativo di spostare l'attenzione dai reali problemi che affrontiamo nelle nostre lotte come nelle nostre vite quotidiane: lavoro precario, salari da fame, affitti altissimi e città svendute ai palazzinari.
Continueremo ad opporci alla miseria economica e culturale presente, continueremo a sperimentare e praticare alternative al triste futuro a cui questi signori ci vogliono condannare.