14 aprile: presentazione Oltretorrente
Presentazione Oltrettorente 14 aprile Parma

Giovedì 14 Aprile 2011 ore 18.30

c/o Circolo Giovane Italia 

Piazzale Santa Croce, Parma

Il collettivo InsurgentCity presenta l'opuscolo "Oltretorrente"

Dalle prime operazioni di trasformazione urbana (2007) fino all'ultima discussa riqualificazione, imposta dal Comune di Parma la scorsa estate nonostante le proteste dei cittadini, il quartiere Oltretorrente in questi anni sta cambiando rapidamente.
Il collettivo Insurgent city presenta un'analisi di queste riqualificazioni, dei loro obiettivi e delle loro conseguenze: propone una chiave di lettura per capire come le ruspe mandate dagli amministratori (e protette dalle camionette della polizia) siano uno strumento per allontanare l'attuale popolazione del quartiere, per fare spazio ad altra gente, più facoltosa e in linea con l'elettorato della giunta Vignali.
La cittadinanza è invitata a partecipare.

Scarica l'opuscolo Oltretorrente

 

Parlare dell'Oltretorrente significa parlare di una parte di città con una
forte identità di quartiere popolare, prodotto da una lunga continuità storica
che lo ha sempre visto come la zona da una parte alternativa allo sbarluccichio
di Parma centro e dall'altra ricettiva delle persone che da altrove venivano e
anche oggi vengono ad abitare nella nostra città.
Un angolo di Parma densamente abitato da persone di differenti etnie e
nazionalità, e da molti parmigiani che hanno sempre abitato di qua da l'acqua;
un pezzo di città dove rimangono molti dei pochi circoli che ancora
sopravvivono, dove i luoghi pubblici sono ancora vissuti come luoghi di tutti e
dove le vie non sono ancora immense carreggiate dove sfrecciano le auto ma c'è
ancora spazio per il viavai delle persone.
Parlare di Oltretorrente oggi come ieri significa parlare di un quartiere
radicalmente diverso dagli altri che compongono parma, tanto che non pochi
sull'argomento hanno parlato di “città divisa”, in cui il torrente separa la
Parma “borghese e filistea” da quella “popolare e genuina” per usare le parole
di De Micheli.
La riqualificazione che il Comune di Parma l'anno  scorso ha imposto ai
cittadini del nostro quartiere è senza dubbio una operazione antipopolare, che
invece di migliorare la qualità della vita di chi oggi abita questi borghi
punta a peggiorarla, incentivando così lo spostamento dal quartiere verso altre
zone.
Il pacchetto di interventi pensati dal Comune (con l'evidente accordo e
partecipazione di vari imprenditori privati) sono complessivamente una serie di
interventi dannosi per il popolo dell'Oltretorrente, coi quali
l'amministrazione punta a svuotare le case del quartiere per riempirle o di
uffici o di una nuova popolazione, più abbiente e in sintonia con il modello di
città portato avanti da Ubaldi prima e da Vignali poi.
Pensate che l'architetto Paolo conforti   responsabile dell’Agenzia per la
Qualità Urbana e Architettonica del Comune di Parma, ha candidamente ammesso in
una riunione di quartiere questa finalità, ovvero che le trasformazioni urbane
pensate dal Comune miravano a far venire in oltretorrente “bella gente” (parole
sue).
Gli strumenti di cui il Comune si serve per attuare questa deportazione coatta
di popolazione sono essenzialmente 4:
 -svendita del patrimonio collettivo
-privatizzazione di spazi pubblici
-limitazioni dei servizi pubblici
- spese enormi per la realizzazione di opere superflue o dannose.
Bisogna anche ricordare chi sono i veri attori di questa enorme trasformazione
urbana: da una parte l'amministrazione, ovvero il potere politico, e dall'altra
i grandi imprenditori,  i costruttori e la grande distribuzione che da questa
riqualificazione trarranno grandi profitti.
Questo sodalizio malato tra amministrazione e imprenditori privati, che tante
esperienze hanno dimostrato essere molto nocivo per gli interessi della
collettività, è la spina dorsale che sostiene questa ( e molte altre passate )
riqualificazioni: gli interessi politici ed economici si intrecciano, e il
risultato di questa combo sono sotto gli occhi di tutti.
Spazi pubblici regalati a privati, come piazzale Bertozzi, dove per 1280 euro
è stata costruita un'ambigua struttura chiamata HUB CAFE', dato in concessione
a Castagnoli per un affitto di 600 euro mensili ( un insulto per chi deve
pagare affitti superiori per bilocali );  monumenti svenduti a grandi
imprenditori, come l'Ospedale Vecchio, di cui quasi la metà  grazie al project
financing contratto da Ubaldi nel 1998 è già proprietà di Pizzarotti, e di cui
la trasformazione definitiva è ancora poco chiara e coinvolge direttamente il
futuro della biblioteca civica;  centinaia di migliaia di euro che
l'amministrazione spende per fare quelle bruttissime stanze all'aperto , per
istallare nuove telecamere e per costruire gli inutili gabbiotti dei vigili
urbani, dal costo di svariate decine di euro; tonnellate di cemento che
costruiranno edifici di lusso, come quelli che sorgeranno all'ex robuschi e
all'ex anagrafe.

Questo opuscolo non vuole essere un testo a ricordo della mobilitazione
popolare che si è sviluppata tra la gente dell'Oltretorrente in risposta
all'attacco e agli insulti della giunta Vignali, ma al contrario vuole essere
uno strumento a disposizione delle prossime iniziative di opposizione di fronte
alle ruspe che ancora oggi minacciano il nostro quartiere.


Insurgent city, il collettivo che ha prodotto questo documento, è un gruppo
che da alcuni anni lavora  nella nostra città, occupandosi principalmente (ma
non solo) di trasformazioni urbane (tra cui spiccano le cosiddette
“riqualificazioni” che dalla città cantiere di Ubaldi si sono susseguite e
ancora oggi continuano).
Il collettivo, che si riunisce in un borgo dell'Oltretorrente, è stato
all'interno delle mobilitazioni che si sono sviluppate dall'estate scorsa a
difesa dell'oltretorrente, nelle varie forme e fasi che queste hanno avuto.