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Sabato 7 maggio alle ore 17 presso il Circolo Arci Argonne di via argonne - Parma
"Social Network: strumenti di libertà o controllo?"
Dibattito con: Autistici/Inventati - Libertà digitale tra privacy e controllo sociale Elisabetta Costa (Milano Bicocca) - Social Media e ONG a Beirut: controllo politico o partecipazione? InfoAut Bologna - Rivolte arabe e social networks: Facebook Revolution?
A seguire si terrà una cena benefit per il collettivo autistici, che tra le altre attività, mantiene in vita, gratuitamente, i server che ospitano questo sito e anche parmantifascista.org Il costo sarà di 10 euro (o meno se non li avete...), vi invitiamo a partecipare!
Presentazione
Se ne parla tantissimo, si utilizzano ancora di più. I Social Network sono la moda del momento, e non solo tra i giovani. Nomi, cognomi, preferenze sessuali, musicali, cinematografiche, amicizie, amori foto video…. Una marea d’informazioni, una potenziale miniera d’oro per le agenzie di Marketing ma anche per i Ministeri degli Interni. Quando abbiamo visto Facebook per la prima volta, abbiamo pensato, con un sorriso beffardo, che fosse opera della CIA. In effetti Facebook, contenitore per eccellenza di questa preziosa miniera di dati personali, può sembrare il sogno postmoderno di una dittatura del secolo scorso: opinioni e preferenze dettagliate di decine di milioni di uomini continuamente aggiornati....in mano a chi?
L’altro lato della medaglia è un nuovo, formidabile, strumento per sperimentare modelli organizzativi, promuovere eventi, persino alimentare rivoluzioni. O almeno questo è quanto sostengono i mass media tradizionali in merito alle cosiddette rivolte arabe. Sembrerebbe, infatti, che senza i media sociali Ben Ali e Mubarak sarebbero ancora al loro posto o che in Siria non ci sarebbero “le giornate della collera”. Ma sarà vero? La riflessione sull’uso/abuso dei Social Network solleva, o meglio risolleva, anche alcune questioni sostanziali, storicamente e inesorabilmente legate all’utilizzo della rete, dove ogni azione è tracciata, dove ogni gesto può essere potenzialmente monitorato, dove mantenere privacy e anonimato costa impegno, fatica e competenze informatiche mediamente avanzate. E al di là delle più raffinate conoscenze non sempre la riservatezza è possibile.
Allo stesso tempo, Internet ha rappresentato, e forse rappresenta tuttora, un mezzo di comunicazione straordinario, che ha consentito di aprire squarci di libertà in sistemi mediatici blindati, di abbattere barriere, di condividere esperienze. Per anni la rete ha alimentato il sogno di un’informazione più democratica, di certo ha dato spazio e voce ha soggetti invisibili, in alcuni casi ha permesso che notizie scomode venissero alla luce (tra tutte, il caso Aldrovandi è il più emblematico).
In questo quadro si inserisce l'anomalia italiana, rappresentata da un sistema mediatico legato più che altrove ai grandi gruppi industriali e in cui il più grande tra gli editori, Silvio Berlusconi, è anche il Presidente del Consiglio dei Ministri.
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