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Finalmente Pietro Vignali si è dimesso dalla carica di sindaco della nostra città, dopo mesi in cui è rimasto ostinatamente a capo del consiglio comunale.
Lo scioglimento della giunta -a cui addebitiamo i disastri di questi 4 anni di malgoverno- è un'evidente vittoria di chi non da ieri ha costruito le basi per una mobilitazione così forte, determinata ed incisiva; è una vittoria di chi, anno dopo anno, ha lavorato in opposizione alle politiche antipopolari della giunta vignali, sviluppando una critica alla loro idea di città- al loro modo di vivere.
Il 24 giugno la piazza è stata partecipata per la rabbia contro la corruzione; poi si è sempre più riempita di persone e di contenuti perchè i Portici del Grano sono diventati il luogo di espressione di chi ha sempre osteggiato il modello di governo della giunta neoliberista in salsa ducale, di chi ha indagato e poi denunciato il sistema-Parma, di chi in questi anni ha partecipato alla creazione di un blocco sociale d'opposizione alle politiche di questa amministrazione. La costante presenza sotto il Comune ha attirato l'attenzione di tutta Europa e ha fatto sì che fosse impossibile per la giunta nascondere ancora una volta sotto il tappeto la situazione oggettiva delle cose, e in particolare gli evidenti legami che intercorrono tra gli interessi di pochi grandi imprenditori e le scelte politiche dell'amministrazione.
La protesta che ha infiammato i Portici del Grano per un estate intera ha messo a nudo il vero problema della nostra città: un'intera classe politica asservita agli interessi di pochi grandi potentati economici, che nella nostra città portano i nomi di costruttori, presidenti di cooperative sociali e industriali. Questa è una piccola ma significativa vittoria; si è squarciato il velo dell'ipocrisia e si intravedono i veri "mandanti" delle decisioni che contano. Vignali, Buzzi e Bernini costituiscoo solo i terminali di interessi articolati e molto forti che hanno determinato le scelte politiche e spostato ingenti risorse pubbliche dalla collettività verso banche e industriali.
Il giocattolo si è rotto e così con la tenace mobilitazione dei mesi scorsi la piazza ha costretto Pietro Vignali alle dimissioni, la Piazza ha posto la parola fine sul copione di "Parma è un modo di vivere". Tuttavia la struttura di potere che la giunta ha rafforzato in questi anni rimane stabile come prima: rimangono le privatizzazioni, la svendita del patrimonio pubblico, la limitazione dei servizi, le speculazioni immobiliari, gli ecomostri -rimane insomma il sistema-Parma. La Piazza deve continuare a lottare, individuando e attaccando chi veramente governa parma; solo in questa maniera riusciremo a fare un ulteriore passo verso la città che vogliamo.
FERMARSI ORA SAREBBE DA FOLLI!-ATTACCHIAMO CHI PER ANNI IN CERCA DI PROFITTI HA TRASCINATO PARMA NEL BARATRO!-FUORI GLI INDUSTRIALI E CONFINDUSTRIA DAL COMUNE! SONO GLI INDUSTRIALI E LE BANCHE CHE SI SONO ARRICCHITI CON LA CRISI CHE DOVRANNO RESTITUIRCI TUTTO QUELLO CHE CI HANNO SOTTRATTO! |