UNA NAVE SPINTA DAL VENTO DEL SUD


Tra pochi giorni la Stefano Chiarini, la nave italiana della Freedom flotilla 2, salperà dal porto di Brindisi verso la Palestina.
Cariche di aiuti umanitari e di beni di prima necessità, le navi della seconda Flotilla proveranno a rompere l'inumano assedio che Israele esercita sul milione e mezzo di palestinesi che abitano la striscia di Gaza.
A un anno dal massacro e dagli arresti di massa che hanno impedito l'approdo della prima flottiglia, il movimento di solidarietà internazionale prova di nuovo a dimostrare coi fatti la propria vicinanza al popolo palestinese.

Rispetto all'anno scorso però molte cose sono cambiate al di là del Mediterraneo.
Le insurrezioni e le rivoluzioni che dal dicembre scorso hanno infiammato molti importanti stati arabi stanno portando a una ridefinizione dei rapporti di forza tra gli Stati mediorientali: la destituzione di despoti come Mubarak e Ben Ali ( da sempre fidi alleati degli stati Uniti e di Israele) è significativa in quanto da l'idea della portata dei cambiamenti che si stanno verificando in quella regione.
Dopo aver trionfato in Tunisia e in Egitto, il vento rivoluzionario continua ad avanzare e si sta estendendo a tutto il mondo arabo, attirando le simpatie dei popoli oppressi e procurando serie preoccupazioni a chi è sempre stato interessato ad accaparrarsi le risorse energetiche che si trovano in quei paesi.
Mentre gli egiziani lottano per realizzare i progressi per cui sono insorti, la determinazione di altri popoli arabi, come quello siriano e quello yemenita, indica la strada dell'emancipazione e della cacciata del tiranno; nello stesso tempo chi si oppone a questa "primavera araba" si impegna nella guerra in Libia, col duplice scopo di mantenere i propri rifornimenti energetici e di frenare la partecipazione dei popoli nella costruzione di nuovi stati.
Questo perchè le rivolte arabe fanno paura, in quanto hanno mostrato chiaramente che il popolo può essere protagonista del suo futuro, che con caparbietà e convinzione governanti che prima sembrano immobili sul loro trono possono essere destituiti e cacciati; le rivolte arabe oggi indicano che rivoluzionare la società è possibile, che si può vincere la lotta per un sistema diverso, più giusto e umano.
Le dimostrazioni e le sommosse di Tunisi, di piazza Tahrir, di Sana'a, di Damasco mostrano  come milioni di persone hanno iniziato a lottare per la loro libertà, come i tempi per un cambiamento radicale sono maturi, e come le cose possano cambiare più rapidamente di quanto non si creda.
Di fronte a questa situazione chiunque sostenga la necessità di superare questo sistema deve sentirsi coinvolto e partecipe delle rivolte e delle lotte che infiammano la sponda sud del Mediterraneo: la riuscita di nuove rivoluzioni arabe può portare un entusiasmo nuovo a chi in Europa e altrove critica il neoliberismo e le sue politiche antipopolari.
Il successo della Freedom Flotilla 2 può essere un passo importante all'interno di questa dinamica: l'internazionalismo e la solidarietà mondiale possono dare un grande contributo affinchè lo spirito rivoluzionario arrivi anche in Palestina, a sostegno di un popolo che da un secolo lotta per la libertà e l'emancipazione.
Per questo sosteniamo chi si è imbarcato sulle navi della libertà
Per questo siamo tutti sulla Freedom Flotilla!